Dolci evasioni, Malefatte e la Banda biscotti:il negozio di prodotti dal carcere

Per settimane detenuti e agenti di polizia penitenziaria hanno fatto la spola nel cantiere aperto a pochi metri dal Municipio. FreedHome «Creativi Dentro» in via Milano 2/c, il primo concept store che vende prodotti provenienti da quarantacinque istituti di pena italiani. L’obiettivo è di creare un modello che presto potrà essere esportato in altre città per dare vita a una vera e propria rete commerciale nazionale.
Ciò che i torinesi trovano tra gli scaffali e i tavoli di questo negozio, elegantemente ristrutturato dagli architetti Marina Massimello e Mukesh Filippo Rosso, è il frutto di tredici realtà d’impresa e cooperative sociali, già fornitrici tra l’altro di Eataly o delle botteghe di Altro Mercato. Tra i tantissimi articoli, che spaziano dagli oggetti di design ai capi di abbigliamento e al caffè, il cibo naturalmente la fa da padrone, unendo insieme Nord e Sud del Paese.  
Ci sono i prodotti da forno di Brutti e Buoni della Val d’Aosta piuttosto che i cockie, i baci di dama, le lingue di gatta sfornati dalla Banda Biscotti di Verbania e le paste di mandorla di Dolci Evasioni a Siracusa insieme ai torroni che con il marchio Sprigioniamo Sapori arrivano dalla zona di Ragusa, Modica e Catania. E ancora il cioccolato di Dolci Libertà da Busto Arsizio e il pane dei conterranei Farina nel Sacco fino alle borse in materiale riciclato firmate «Malefatte», ai cosmetici realizzati nel laboratorio del carcere femminile della Giudecca a Venezia oltre agli accessori e le t-shirt serigrafate da Extraliberi.  
L’elenco sarebbe ancora lungo, ma sotto lo slogan «venite a scoprire il bello e il buono del carcere» il messaggio lanciato da FreedHome è che tutto ciò che viene prodotto «dentro» significa innanzitutto alta qualità e al tempo stesso la possibilità di creare un ponte con il futuro per chi è attualmente recluso. «Bisogna partire dal concetto che il lavoro – racconta Gian Luca Boggia di Extraliberi, coordinatore del progetto – dà un senso al tempo e ancora di più quando è speso dietro le sbarre. La nostra scommessa è fare economia e impresa là dove c’è chi sta scontando una condanna così che il lavoro aiuti le persone a non tornare indietro e ad avere un reddito, creando un vero percorso di riabilitazione e di servizio alla società. In più vorremmo che FreedHome non sia solo uno spazio per commercializzare questo tipo di prodotti, ma un luogo attivo dove, com’è scritto già all’ingresso del negozio, sviluppare idee, cose e servizi nati da progetti di lavoro in carcere>>.

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