Needo, l’asilo di Vanessa

Senza asili, alle mamme lavoratrici conviene restare a casa. Ad attestarlo è  il risultato di un’indagine dell’Ispettorato nazionale del lavoro, che ha attribuito il 78% delle richieste di dimissioni registrate nell’arco del 2016 a donne con figli. E il mancato accoglimento al nido è una tra le motivazioni che più spiegano l’alto tasso di abbandono dell’ufficio da parte della popolazione femminile.

«Il problema principale è la mancanza di strutture adeguate ad ospitare piccoli tra zero e 3 anni», dice la modenese Vanessa Boccia, 33 anni, una laurea in Interior Design allo IED di Milano e, in curriculum, un progetto pensato per risolvere, almeno in parte, le difficoltà delle tante coppie italiane che vivono tra equilibri precari, per fare fronte a quella quotidiana battaglia che è la conciliazione tra famiglia e carriera.

Needo – nome che, sfruttando il termine inglese need, ovvero bisogno, ne chiarisce anche la missione – è un asilo itinerante realizzato riconvertendo creativamente vecchi container marittimi in moduli da assemblare per dare forma ad una struttura abitativa che può essere agevolmente trasportata, e dunque raggiungere un’area cittadina, o un quartiere, dove l’esigenza di un nido è più sentita dalla comunità locale.

E, a seconda di quanti container vengono utilizzati, lo spazio a disposizione si può ingrandire o rimpiccolire in funzione del numero di bambini che dovrà accogliere. Non solo. «I container, dalla grandezza di circa 6 metri per due ciascuno, sono stati realizzati in materiale ecosostenibile, quindi la struttura rispetta l’ambiente ed è anche antisismica: avendo vissuto il terremoto in Emilia, per me questo era un requisito imprescindibile», spiega Vanessa.

L’idea, per la quale la fondatrice sta raccogliendo i 50mila euro necessari a realizzare il prototipo, è stata pensata non solo come struttura, ma come un pacchetto completo di servizi, dalla mensa alle pulizie, fino al programma educativo e pedagogico.

«A due anni dalla nascita di Needo – sottolinea la designer – ho fondato sia la startup, cioè una srl dedicata allo sviluppo del progetto logistico, sia una cooperativa sociale, di cui sono amministratrice unica, che riunisce pedagogisti ed esperti di educazione infantile con i quali ho predisposto uno specifico programma di formazione per bambini fino ai 3 anni. Sempre attraverso la coop, verranno reclutati insegnanti e personale scolastico qualificato».

Needo ha come principale interlocutore il mondo delle piccole e medie imprese che, beneficiando degli sgravi fiscali previsti dalla legge di stabilità 2016 per aziende impegnate in attività di work-life balance, possono richiedere un asilo mobile e personalizzabile nel servizio in termini di luoghi, orari e numero di dipendenti con figli piccoli da accogliere.

«Needo, però – conclude Vanessa – si rivolge anche alle amministrazioni comunali che hanno bisogno di ampliare la loro offerta di asili nido con spazi adeguati, anche temporanei, per soddisfare le richieste delle famiglie del territorio».

Scopri di più http://nuvola.corriere.it/2017/11/04/needo-lasilo-di-vanessa/

 

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