Voci dall’Erasmus: il Biotestamento portoghese

Il racconto dal Portogallo, un’occasione per approfondire e comparare il diritto degli stati europei, il Biotestamento alla luce della lei n.° 25/2012 del 16 luglio.

Tecnicamente il Testamento vital è un documento, revocabile in qualunque momento, con il quale una persona maggiorenne e capace, che non si incontra inabilitata o interdetta, manifesta anticipatamente la sua volontà cosciente per le cure da ricevere o meno nel caso in cui, per qualsiasi ragione si incontri incapace di esprimere la sua volontà personale autonomamente (articolo 2).

 

Possono far parte del documento direttive anticipate di volontà sopra il supporto artificiale alle funzioni vitali, misure di alimentazione e idratazione artificiale e trattamenti base di supporto alla vita che tendano solo a ritardare il processo naturale di morte, ricevere cure palliative.

 

Il documento contente le dichiarazioni di volontà è registrato presso il RENTEV (Registro Nacional de Testamento Vital), l’iscrizione non ha carattere costitutivo (di validità) ma meramente dichiarativo (articolo 16) in quanto la formalizzazione deriva dalla congruità con la legge, indipendentemente dalla inserzione o meno nel registro.

 

Il medico responsabile delle prestazioni mediche a persona incapace di esprimere in forma libera e autonoma la sua volontà, assicura l’esistenza del testamento vitale registrato presso il RENTEV. Nel caso si verifichi la presenta di tale dichiarazione, la stessa viene annessa al processo clinico del dichiarante. Il procuratore dell’incapace può sollecitare la consulta del Registro in qualsiasi momento. (articolo 17)

 

Qualunque persona può nominare un procuratore responsabile per la salute, vengono conferiti poteri di decisione sopra l’accettazione o meno della ricezione di cure mediche nel momento in cui il rappresentato si incontri incapace di esprimere liberamente e autonomamente la propria volontà. (articolo 11)

Per quanto riguarda la posizione del medico, viene assicurato un diritto all’obiezione di coscienza quando viene richiesta l’applicazione del Testamento vitale. Il professionista deve indicare la o le disposizioni della dichiarazione di volontà al quale il suo diritto di obiezione di coscienza si riferisce.

Il diritto del dichiarante, in caso si incontri un’obiezione di coscienza, viene tutelato con la cooperazione tra le varie istituzione di salute o con altri professionisti medici legalmente abilitati. (articolo 9)

 

In conclusione vale ricordare che la dichiarazione abbia una validità di 5 anni dalla sua sottoscrizione.

Al termine dei 5 anni ed entro 60 giorni dalla scadenza il RENTEV ha il dovere di informare il dichiarante, che può rinnovare con una semplice dichiarazione di conferma il Testamento vitale. (articolo 7)

 

 

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